Comadre

LA CANTADORA

di e con Agata Marchi
con la collaborazione di Simona Campisi, Matteo Miucci, Edoardo D. Pisati
disegno luci e tecnica Massimo Giordani – oggetti scenici Simona Campisi – sound design e musica dal vivo Davide Lotito – percussioni Stefano Del Biondo – foto di scena Piero Tauro

17 ottobre 2026, ore 21 – Teatro del Lampadiere, Bologna
nell’ambito della rassegna “Salute a te ! Festival – Il corpo delle donne”

Una nonna e una nipote giocano a nascondino ai confini del tempo e intanto si raccontano storie. Storie di cura e rivoluzione guidate dalla luce di una luna caduta. Non ricordano più il mondo o forse non lo riconoscono.
Saranno sabbia, vento e acqua attraverso il tempo e lo spazio.
Le voci della terra risuonano dentro di loro.
Stralci di ricordi, biografie dimenticate, attraverso il loro gioco si fanno carne, si fanno vita.

Questo spettacolo è una riflessione sulla memoria e sull’avere cura. Avere memoria significa anche avere cura di ciò che è stato.
Avere cura non significa solo occuparsi di sè e del proprio piccolo giardino ma far si che esista una memoria condivisa. Dove si può trovare questa cura oggi? Si può ritrovare? Come si fa a ritrovare la meraviglia del mondo?
Da queste riflessioni si genera la mia ricerca e da una suggestione intorno alla figura della Baba Jaga, come descritta da Clarissa Pinkola Estes in “Donne che corrono coi lupi”, strega cattiva e insieme donatrice di una conoscenza ancestrale, grazie alla quale Vasilissa, la protagonista della fiaba russa raccolta da Afanas’ev riesce diventare adulta. Ed è del passaggio dalla vita alla morte che si occupa la Comadre, la cantadora. donna che vive ai confini del deserto, della foresta, in riva al mare, della quale si dice che attraverso il suo canto possa risvegliare le creature della terra.
Ai confini del tempo e dello spazio, il potere della Comadre si manifesta, attraverso il gioco tra nonna e nipote che si raccontano un passato e un presente, fatto di saggezza popolare e storie di vite, vicine e lontane, per mantere un filo di ricordi che tiene vivo il mondo.

  • spettacolo vincitore del premio “Migliore attrice” al Roma Fringe Festival 2024 “Menzione speciale” al bando Teatro Voce della Società Giovanile 2024
    Finalista al “Festival di Resistenza” 2025 (Istituto Cervi)
  • realizzato con la collaborazione e il sostegno di “Le belle bandiere”, “SpazioMet”(Cantieri Meticci/Aps), Noi Giovani (APS) e di Astragali Teatro (soc.coop) – un ringraziamento agli sguardi preziosi di Elena Bucci, Pietro Floridia, Gian Marco Pezzoli, Valerio Pietrovita, Marco Sgrosso

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