Spazio alla Salute delle Donne

LA SALUTE DI GENERE È UN DIRITTO ESIGIBILE

Contesto

L’iniziativa “Spazio alla Salute delle Donne” si configura come una sperimentazione nell’ambito della medicina di prossimità, fondata su una governance condivisa tra istituzioni, servizi sanitari e comunità, in continuità con l’esperienza della Casa di Comunità Navile. Essa vuole valorizzare il percorso storico delle Donne per la tutela della loro salute e per l’autodeterminazione, ma anche mettere in luce i nuovi bisogni emergenti, non unicamente legati alla salute riproduttiva.

In questo quadro, la proposta intende rilanciare il ruolo dei consultori, affinché tornino a essere presidi territoriali di ascolto, prevenzione e lettura dei bisogni, co-progettati con la comunità e in cui si realizza l’incontro tra saperi professionali e istanze dal basso, superando una funzione esclusivamente ambulatoriale. Essi si delineano come luoghi di orientamento, consulenza e apprendimento, capaci di attivare reti con servizi pubblici e privati, in primis con i centri antiviolenza e le realtà impegnate sui temi della salute di genere.

Particolare attenzione va inoltre rivolta alla popolazione giovanile e alle persone in condizioni di vulnerabilità, in relazione ai temi della sessualità, della contraccezione e del benessere relazionale, secondo un approccio integrato e multidisciplinare in grado di intercettare i bisogni emergenti lungo tutto l’arco della vita. In questa prospettiva, i consultori si affermano come spazi generativi di comunità, inclusione e equità, contribuendo al rafforzamento del sistema territoriale di promozione della salute.

Cornice progettuale

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Il corpo delle donne. Corpo sociale. Una lunga storia di interazioni”, promosso dal Collettivo Amalia e dall’Associazione Tra un atto e l’altro, che prevede per il 2026 un approfondimento specifico sui consultori. In particolare, l’attenzione si concentra su alcune criticità rilevanti: l’accessibilità ai servizi, la crescente medicalizzazione dei percorsi, il rapporto con le giovani generazioni e le difficoltà di accesso per le donne straniere.

Obiettivi

L’obiettivo generale è di indagare il ruolo dei consultori come spazi di relazione tra corpo, salute e società, attraverso il coinvolgimento diretto di donne con background differenti. A questo si affiancano obiettivi specifici quali la raccolta di esperienze e bisogni, l’analisi delle criticità e delle potenzialità dei servizi in termini di accesso, linguaggi e accoglienza, e la promozione del dialogo tra cittadinanza e rete territoriale. Il progetto mira, soprattutto, a favorire la partecipazione attiva di donne di diverse età e provenienze, stimolando l’emersione di nuovi bisogni diffusi, non unicamente legati alla sfera biologica, e a promuovere la costruzione condivisa di riflessioni sul ruolo di presidio di salute dei consultori, attraverso metodologie laboratoriali.

Metodologia e azioni previste

Nel complesso, l’iniziativa si propone come un percorso partecipativo e inclusivo; l’ingaggio delle partecipanti ai laboratori avverrà attraverso la collaborazione con la rete territoriale e le realtà sociali attive del Quartiere Navile.

Il progetto si sviluppa tra metà aprile e metà giugno 2026, articolandosi in una fase iniziale di coordinamento (aprile), seguita dallo svolgimento di incontri facilitati con le donne partecipanti (maggio) ed interviste ad operatori della salute (giugno). Gli incontri partecipativi (2 o 3) sono stati pensati in forma laboratoriale e di focus group, della durata di circa un’ora e mezza ciascuno. Questi momenti saranno finalizzati a favorire la condivisione di esperienze e a stimolare la riflessione delle partecipanti circa il loro rapporto con la Salute sessuale e riproduttiva e i servizi pubblici connessi, attraverso strumenti interattivi quali domande-guida.

Gli esiti del percorso saranno infine raccolti e restituiti pubblicamente in forma artistico-divulgativa, con modalità di reading e talk storico.