La mia cara famiglia (non per niente mi sono sparato)

di Pierre Notte
con Maurizio Cardillo, Angela Malfitano, Francesca Mazza, Pietro Piva
traduzione Anna D’Elia
suono Guido Sodo
assistenza Lara Monterastelli
cura Elena Di Gioia
prima nazionale

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in collaborazione con Face à Face – Parole di Francia per Scene d’Italia
grazie per la collaborazione a Comune di Bologna – Settore Cultura

Dopo il successo di Due vecchiette vanno a nord, Angela Malfitano e Francesca Mazza ritrovano la scrittura di Pierre Notte, tra i più interessanti autori della scena contemporanea francese, con il quale hanno intrecciato, in questi ultimi due anni, un dialogo artistico particolarmente suggestivo e significativo. Con loro in scena a dar vita al testo tradotto da Anna D’Elia ci sono Maurizio Cardillo e Pietro Piva in una “mise en espace” curata da Elena Di Gioia. Si tratta di quarantacinque piccoli sketch che raccontano l’inferno domestico all’insegna di uno dei sette peccati capitali, l’ira. Una serie di rapidissimi scontri verbali tra madre e figlio, tra sorelle e fratelli, tra Lui e Lei, tra vecchi e giovani, che mettono in scena l’orrore di dinamiche familiari, o intergenerazionali, assassine, di sordi rancori trattenuti a stento, di frustrazioni a lungo imbrigliate e finalmente sciolte. Scambi di battute al vetriolo, parole usate per far male, per uccidere, piccole rudimentali bombe psichiche lanciate contro l’altro dal fondo della propria trincea. Micro drammi che colgono l’attimo di feroce cecità, il lampo rosso, l’onda calda che percorre il corpo e trasforma ognuno di noi in un killer. L’universo è quello, caro all’autore, dell’interno borghese in ambiente urbano, microcosmo violento e acculturato, dove si legge molto, si parla molto, si è molto soli.

preceduto da
Moti d’attore prima di andare in scena
di Pierre Notte
con Maurizio Cardillo, Angela Malfitano, Francesca Mazza
traduzione Anna D’Elia
prima nazionale

Breve commediola buffa in forma di divertissement, in realtà un raffinato saggio sul teatro e sui meccanismi che presiedono alla sua creazione.
Cos’è la scena, chi è l’attore, e cosa succede quando, complici l’una e l’altro, si compie la suprema magia? Nei dodici quadri di un ideale cammino iniziatico, scandito da altrettante stazioni di un’esilarante via crucis psico-somatica, seguiamo dappresso la reazione chimica che avviene nel corpo dell’attore appena prima dello spettacolo: la vescica che scoppia, la pancia che gorgoglia, la testa che esplode, gli occhi che fissano il vuoto, la memoria che si sfalda, e il terrore, puro e assoluto, del sipario. Fin qui nulla di nuovo. Tranne che il vero e più profondo mutamento avviene altrove, nelle “regole del gioco”: ed ecco che quel che è vero sembra improbabile, quel che è probabile è verosimile, quel che è falso diventa probabile. E quando le cose sono del tutto improbabili, è allora che… sono proprio vere.

La mia cara famiglia (non per niente mi sono sparato) riscrittura del testo La coléreLa colére (L’ira) è stato presentato per la prima volta in Italia, in forma di mise en éspace, all’interno del progetto Il Teatro di Pierre Notte con Angela Malfitano e Francesca Mazza, a cura di Elena Di Gioia (Bologna, aprile 2011). Nell’ambito del Progetto è stato inoltre presentato, per la prima volta in Italia, Moti d’attore prima di andare in scena (traduzione di Anna D’Elia) con l’interpretazione dello stesso Pierre Notte.

La mia cara famiglia (non per niente mi sono sparato) e Moti d’attore prima di andare in scena
Produzione Tra un atto e l’altro con il sostegno della Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura

Recensioni
19/01/13 Artribune, Nicoletta Lupia
09/01/13 Paneacqua, Elena Scolari
01/01/13 Il Resto del Carlino, Camilla Ghedini
31/12/12 Controscene, Massimo Marino
29/12/12 Corriere di Bologna, Massimo Marino
29/12/12 Il Fatto Quotidiano, Nicola Zuccherini
21/12/12 Corriere di Bologna, Massimo Marino
21/12/12 La Repubblica

Date passate
30/12/12 Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore (BO)