di Federico García Lorca
adattamento e regia Angela Malfitano, movimento Isadora Angelini, vocalità Micaela Piccinini
tutor Giuseppe Soggetti, sarta Elena Romagnoli
grazie a Eva Corbari, Chiara Ciccia Romito, Silvia Ferrari, Laura Rolandi, Carlo Migliavacca, Giada Saccinto e allo staff tecnico del Teatro Fraschini
30 giugno 2026 – Teatro Fraschini, Pavia
Il Corso Attori 2025-2026 conclude il proprio percorso formativo di quest’anno con una messa in scena liberamente adattata da La casa di Bernarda Alba, ultimo capolavoro di Federico García Lorca, interpretata da nove giovani allieve attrici.
Ambientata nell’Andalusia rurale degli anni Trenta, l’opera racconta la vicenda di Bernarda Alba, proprietaria terriera che, dopo la morte del marito, impone alle cinque figlie una rigida segregazione domestica in nome dell’onore e del rispetto delle convenzioni sociali. Dietro questa ossessione per il controllo si nascondono però la paura della libertà femminile e il timore del giudizio della comunità.
Attraverso il conflitto tra autorità e desiderio, repressione e bisogno di vita, García Lorca affronta una condizione che appartiene alla Spagna del suo tempo ma che richiama da vicino anche la realtà italiana nello stesso periodo storico. La riflessione sulla condizione femminile costituisce quindi uno dei nuclei centrali del lavoro svolto durante l’anno con le allieve, chiamate a confrontarsi con temi che, pur in forme diverse, conservano ancora oggi una forte attualità.
Come nella pratica didattica del Corso Attori, grande attenzione è stata dedicata al lavoro sul corpo, sul movimento e sulla relazione tra musica ed emozione scenica. Per creare un ponte tra l’universo di Lorca e la sensibilità contemporanea, alcuni momenti corali sono costruiti sulle musiche della cantante spagnola Rosalía, artista capace di intrecciare tradizione e modernità e divenuta un punto di riferimento per molte giovani donne della sua generazione.
I tre quadri dello spettacolo sono attraversati da sequenze di movimento che evocano rispettivamente il lutto e la costrizione che seguono il funerale del marito di Bernarda, il clima soffocante della casa e delle sue regole, e infine la tragedia che travolge le protagoniste. Accanto al lavoro fisico, un ruolo importante è affidato alla voce: le giovani interpreti eseguiranno alcuni cantidella tradizione popolare raccolti e armonizzati dallo stesso García Lorca, restituendo sulla scena il legame profondo tra parola, musica e memoria popolare che caratterizza la sua opera.
L’esito finale del Corso Attori rappresenta così non solo la conclusione di un anno di studio e ricerca, ma anche la testimonianza del valore di un percorso formativo che da molti anni contribuisce alla crescita culturale e artistica della città. Attraverso le parole di Lorca, le interpreti si confrontano con una storia di controllo, desiderio e ricerca della libertà che appartiene al passato ma continua a interrogare il presente e le giovani generazioni. Un dialogo tra generazioni diverse, affidato non a una lettura ideologica, ma alla forza del teatro, dei corpi e delle voci in scena.
