(Piene di destino)
uno spettacolo biorock
di e con Angela Malfitano
e con Angela Baraldi (canto)
produzione Tra un atto e l’altro
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Ho tratto questo lavoro dal libro che Patti Smith ha scritto di recente, Just Kids, un gioiello di scrittura e confessione, che racconta del suo arrivo a New York, a fine degli anni sessanta, dove l’atmosfera è effervescente. Qui incontra Mapplethorpe e con lui intreccia un cammino di arte e di iniziazione. Un’amicizia rara e preziosa. Un patto esplicito di reciproco sostegno, fondato sulla condivisione di sogni e di arte. Esemplare e commovente è stato per me vedere fin dall’adolescenza di Patti il nascere di un’identità d’artista e la forte determinazione a evolvere verso quella direzione.
Patti è nata a Chicago nel 1946, figlia di una cameriera e di un operaio. Nell’estate del 1967 lascia la scuola e va a New York, dove vive con uno studente che sarebbe diventato il celebre fotografo Robert Mapplethorpe. Non hanno un soldo e vogliono fare gli artisti. Patti lavora in libreria ma recita, scrive poesie e canzoni, ispirata dalla grande poesia francese di fine ’800. Il suo nome comincia a diventare uno dei più noti nel circuito “underground” di New York. Nel novembre 1975 esce l’album di debutto Horses, uno dei precursori della new wave, che entra nella top 50 americana.
Con la sua voce, rabbiosa, febbrile, dolente, Patti incarna una delle figure femminili (serve proprio scrivere femminili?) più dirompenti della storia del rock. Per me è una poetessa, una musa, una donna che ha saputo vivere oltre le convenzioni. (AM)
